Studenti, professori e maturità!

14.06.2017

"Vince chi gioca a scaricabarile? E vale soprattutto per noi docenti... purtroppo"

Giovedì 8 giugno 2017 è terminato l'anno scolastico 2016/17. 

Sì, ma non per tutti. 

Molti dovranno intraprendere questo percorso dell'alternanza scuola-lavoro volgarmente chiamato con il termine "stage" mentre altri ancora si imbatteranno in un crogiolo di corsi di recupero finalizzati al recupero... è una tautologia! Di solito un recupero è finalizzato al recupero ma potremmo dibattere per almeno qualche ora riguardo la loro utilità mischiata alla voglia che il corpo docenti e gli alunni mettano per cercare di raggiungere l'obiettivo sperato ma non è questo il momento adatto. 

Altri ancora, invece, non hanno finito ma hanno appena incominciato!

«Sei pazzo?», mi direte.

No. Non sono pazzo. Sto parlando di quei ragazzi e di quelle ragazze che affronteranno la tanto temuta maturità 2017. 

Quest'anno, nel Collegio in cui insegno, non sarò nella commissione d'esame. Guarderò tutto dall'esterno perché non ho quinte superiori e sono felice di poter osservare il tutto da spettatore non pagante. In questi giorni le riflessioni mi frullano in testa come stelle impazzite e chiedo a voi di poter "giudicare" o "dare dei pareri" su una di queste che sto per scrivere e che andrete a leggere tra poche righe.

Non penso di essere perfetto. Assolutamente no. Anzi! Credo di avere forse più difetti di chiunque altro però una cosa che odio è svolgere male il mio lavoro e non vedere i miei studenti un po' più sereni e contenti. 

Perché dico questo?

Semplicemente perché é inconcepibile vedere intere classi che non sanno nemmeno da che parte cominciare ad affrontare una materia come Lettere o Storia (parlo di queste perché sono quelle che insegno...). Non è possibile che un'intera classe si trovi totalmente impreparata riguardo un intero percorso scolastico di ben cinque anni! Posso capire che al giorno d'oggi ci sia sempre meno voglia di andare a scuola e di studiare causa mille distrazioni, centomila motivi validi e meno validi e altrettante cause ma non è possibile ed è inammissibile rimanere calmi e con la coscienza a posto nell'assistere ad un disastro del genere. Mi piacerebbe chiedere ai docenti che incolpano sempre gli alunni se loro stessi si siano fatti un'esame di coscienza cercando di analizzare la questioni invertendo i ruoli oppure chiedendosi se durante questo iter siano convinti di aver dato il massimo per poter raggiungere l'obiettivo il quale sono d'accordo, non è sempre possibile centrare appieno. Ma bucare del tutto, nemmeno!

Credo che in classe come in ogni altra situazione ci debba essere un equilibrio. Un equilibrio che deve essere per forza dettato e perseguito dal professore stesso. Il professore è vero che deve essere un insegnante e allo stesso tempo un padre, un fratello, un amico, un confidente, un punto di riferimento (ed è giusto così! Guai se non lo fosse!) e chi più ne ha più ne metta ma in aula deve essere lui il guidatore, deve essere lui a tirare le redini del destriero imbizzarrito, deve essere lui la testa e il capobranco. E non deve essere un capo ma un leader. Solo così verrà seguito, capito e compreso e ci sarà un arricchimento da ambo le parti. Mi dispiace, al contrario, vedere professori letteralmente "mangiati" dagli stessi studenti che hanno la capacità di comportarsi in maniera divina con altri. Mi dispiace proprio e la colpa non può essere solo di questi ultimi. Il corpo docente è il primo a mettersi in gioco in situazioni di questo genere. Non può farsi scudo con frasi del tipo:

1. «Sono somari!»,

2. «È impossibile insegnare»,

3. «Non ha senso quello che stiamo facendo». 

Significa essere arrivati alla frutta. Significa non aver capito niente della "missione" che si sta affrontando. Sì. Perché non è un semplice lavoro. Noi abbiamo le chiavi per cambiare il futuro del mondo, noi siamo privilegiati perché possiamo formare persone... avete capito bene? 

FORMARE PERSONE. 

Io credo che molti se lo siano dimenticati questo concetto. Il concetto. Il concetto fondamentale. Il concetto principe. È come se un medico calpestasse il giuramento di Ippocrate o un poliziotto servisse il delinquente piuttosto che il cittadino. Non funziona così. Non deve funzionare così.

In questi giorni ho avuto modo di ascoltare la preparazione di alcuni ragazzi che si stanno accingendo ad affrontare questo fatidico momento. Un momento che ricorderanno come uno dei migliori della propria vita. Un momento indimenticabile che nessun professore può sentirsi in dovere di alterare o peggio ancora, di compromettere. 

Sono rimasto scioccato e allibito. 

Cosa è stato insegnato loro? In quale modo? 

Non sono riuscito a capirlo. 

Credo che avrebbero potuto imparare di più se avessero letto notizie su TgCOM tutte le mattine oppure se avessero spalato acqua al mare. 

Gli studenti del secondo millennio hanno bisogno di essere guidati anche se si sentono onnipotenti e hanno bisogno di avere persone positive al loro fianco. Un "no" spesso è utile. Un incoraggiamento lo è ancora di più. E un abbraccio forse è la cosa migliore. E dico a voi, miei cari colleghi, se non vi sentite in grado di portare avanti almeno queste tre cose, forse è meglio che cominciate a pensare a qualcosa di diverso per andare avanti nella vostra vita lavorativa perché come riuscite a dormire sereni la notte sapendo di non aver fatto il proprio dovere? Sapendo di aver gettato via il futuro di venti, trenta, quaranta o cinquanta ragazzi per anno? So che può essere difficile ma nessuno ha imposto a nessuno di fare il professore. Se avete scelto questo lavoro solo per avere più ferie, avete sbagliato. Un bravo docente è come se non avesse vacanze perché un un angelo custode è sempre presente. E così deve essere.

Non riuscirei ad essere sereno e tranquillo ma io, sapete, sono strano e a volte anche insolito ed anticonformista come l'Albatros di Baudelaire o uno dei più famosi ritratti della storia... Dorian Gray, avete presente? Dico a voi, colleghi carissimi, ricominciate a vivere e ricominciate a guardare il futuro con occhi diversi perché se non siete i primi voi a farlo, difficilmente potranno farlo coloro che vi vedono ogni benedetta mattina. Siate forti. Riprendete e riacquistate quella voglia di insegnare che troppo spesso non vedo più. Siate felici voi e lo saranno anche loro.

Questo non vuol dire che tutto sarà apollineo. No. magari sarà ancora peggio ma non c'è niente di peggio di colui che guarda dall'altra parte o dello struzzo che nasconde la testa sotto terra lasciando visibile tutto il resto del corpo.

E a voi, cari maturandi, usate questi giorni per studiare. Usateli bene perché non torneranno più indietro. Chiamate i vostri compagni. Chiamate i vostri morosi e le vostre morose. Chiamate i vostri amici. Andate a studiare in spiaggia. Andate a studiare su un prato in montagna. O su una terrazza a strapiombo sul lago. Insomma, dove volete ma fatelo insieme. Assaporate ogni istante. Gustatevi ogni momento. E la notte prima degli esami non dormite. Sareste troppo agitati comunque. Approfittatene, invece, per dare quel bacio che non avete mai avuto il coraggio di dare. Sono sicuro che affronterete la prima prova con lo spirito giusto. Perché ricordatevi sempre che voi valete. Chi vi dice che non siete niente è perché vede in voi ciò che vorrebbe essere. 

Ad maiora!