SENSAZIONI

31.10.2017

Rabbia.

Rabbia di un mondo chiuso,

gretto, assurdo, sintetico.

Voci che scorrono. Campi che ridono. Sentieri che si perdono.

Voci di persone che vorrebbero essere qualcun altro.

Voci di persone che vorrebbero la vita di qualcun altro.

Senza pensare al domani. Senza pensare ai figli. Senza essere amanti.

I morti ci attraggono così come la morte;

un dono, una carezza. L'amante più bello.

Sensibile. Delicato. Soave. Sornione.

Non ci abbandona in un mondo di abbandonati;

sempre presente, sempre al nostro fianco, sempre sincera.

Così come il vento che soffia su campi deserti.

Così come la pioggia che cade battente su una finestra perennemente chiusa.

Così come l'aridità di una mare.

Così come il sapore di un bacio mai dato.

Così come un abbraccio. Gelido.

Ghiaccio perenne che congela le nostre esistenze.

Vuote. Tristi. Alla ricerca di cosa?

Di vanità. Di gloria. Di illusioni. Di amore.

Dormire.

Dormire soavemente cullati da ciò che vorremmo essere.

Un sogno. Un sorriso. Una beatitudine.

Dio?

Non è qui.

Morti che camminano senza una meta.

Morti che cercano di essere uomini.

Morti che vivono per morire.

Morti che vogliono dare vita.

Morti che respirano più dei vivi.

Cambiamento. Frustrazione. Sconfitta. Innovazione. Fallimento.

Mors tua, vita mea.

Amen.