Cosa significa amare?

19.06.2018

"Negli occhi di Rocky ho visto il significato più puro dell'amore"

Questa volta non si tratta di scuola o di tematiche legate ad essa. Questa volta si tratta semplicemente di vita. Di quel momento nella vita in cui la sofferenza è amore e l'amore è sofferenza. Di quel momento in cui l'amore si mostra davvero per quello che è veramente.

Ti voglio bene!

Non posso che iniziare in questo modo perché tu eri proprio questo. Eri bene. Tu eri un gigante ma non facevi paura a nessuno. Tutti ti coccolavano e ti prendevi quelle coccole che ti facevano sentire un predestinato. Perché tu lo eri veramente. Quelle tue macchiette sulla lingua ti rendevano diverso e speciale. Ti rendevano un pezzo unico in questa vita di automi e di macchine. E lo sei stato fino in fondo. Per un anno. Un anno solo. Ma un anno intenso in cui hai potuto capire che questo mondo non facesse per te, come non fa per me, del resto. Eravamo... siamo uguali anche se tu eri pelosissimo e io un po' meno. Anche se tu mangiavi dalla ciotola e io dal piatto. Anche se tu eri generoso e io un po' meno.

I tuoi occhi hanno sempre espresso amore sin dal primo giorno. E hanno espresso amore nonostante tu facessi fatica a respirare. Nonostante i tuoi polmoni non fossero proprio perfetti. Nonostante il tuo cuoricino non riuscisse a pompare adeguatamente. Eri una 500 nella carrozzeria di una Ferrari ma non ti sei mai fermato. Hai sempre portato al limite quel tuo motore. L'hai spremuto fino a quanto hai potuto. Eri spesso stanco e spossato e mi piaceva anche solo guardarti lì fermo e mettere le mie mani dentro la tua pelliccia per farti quei grattini che ti piacevano così tanto. Ed è bastato poco per farti felice nonostante non fossi al cento per cento. È bastato davvero poco perché quei tuoi occhioni marroni parlavano e lo hanno sempre fatto nel migliore dei modi. A volte mi dicevano "non ce la faccio più. Sono stanco veramente" e al contempo mi dicevano "grazie". E non dimenticherò mai nessuna di quelle parole perché tu hai fatto ogni cosa per essere come tutti gli altri ma a me andava bene che tu non lo fossi. Tu eri speciale così. Eri speciale perché eri Rocky. Ed eri speciale perché mi riempivi la vita in ogni momento. Me l'hai riempita e mi hai fatto anche arrabbiare. Ti rincorrevo per il cortile e mi facevi gli agguati. Poi ti buttavi giù, come hai sempre fatto. Perché semplicemente desideravi farti prendere da me. Perché attraverso la tua spossatezza volevi che io ti prendessi. E io l'ho sempre fatto. L'ho sempre fatto fino all'ultimo momento. Quando ti sei fermato. Quando ormai la carrozzeria di quella Ferrari era troppo pesante per il piccolo motore di una 500. Mi hai guardato. Ti ho dato da bere. Ti ho fatto sentire quell'acqua che ti piaceva tanto. Ti ho sollevato con tutta la forza che avevo in corpo. Perché tu lo sai che eri un gigante, vero? Un gigante bellissimo e buonissimo. Ti ho sollevato ma io non sono un dio, sono solo un uomo piccolo ed insignificante e non ho il potere di guarire. Posso contare solo sulle mie deboli braccia e su qualche ragionamento non troppo complesso. Non ho fatto in tempo a fare altro ma ti sono stato vicino come tu l'hai fatto sempre con me.

A casa c'è il tuo odore. A casa ci sono ancora i tuoi peli e ci sono i buchi che avevi fatto passando tra la siepe. Quel cortile era tuo anche se non ci hai quasi mai corso. Quel cortile era tuo perché tutti sapevano che in quel cortile c'era Rocky, un Terranova speciale che aveva ridato vita ad una casa ormai spenta da tempo.

Tu non hai mai fatto la guardia perché eri un buono e perché non avevi la forza ma hai sempre scrutato tutto e sei stato l'unico che ha tranquillizzato i miei sogni. Sentire dalla mia camera il tuo russare o perfino il tuo respiro affannoso, per me, era come una ninna-nanna e mi hai fatto riposare nonostante occupassi gran parte del mio tempo.

Ma io ti sento ancora qui con me. Sento che il Roccosauro gigante è ancora qui a sbattere contro i muri e a riempirmi di bava. Perché stanotte mi hai fatto riposare un po' e ti sei fatto vedere. L'unica cosa che non avevi provato in questo tuo anno era quella di entrare in una piscina, o nel lago o anche nel mare. L'avresti fatto a breve. Era tutto pronto. Ma non c'è stato tempo. E tu l'hai fatto stanotte. Mi hai guardato con quegli occhioni speciali e ti sei buttato in acqua e sei andato via. E per te è stato davvero un dolce naufragare in questo mare come scrisse Leopardi.

Adesso hai tutta l'acqua che vuoi e tutti i Terranova con cui puoi giocare. E perfino tutto quello che ti piace da mangiare perché qui, quel motorino della 500 non riusciva più nemmeno a mangiare una salsiccia.

Mi manchi da impazzire.

Mi mancherai per sempre.

E il vuoto che hai lasciato è incolmabile.

Ma tu ora sei felice e più avanti lo sarò anche io.

Ti raggiungerò con una barchetta anche se a me l'acqua, come sai non piace molto. Non darmi troppo distacco.

Io sono una 500 e tu sei una Ferrari, ora.

Questo è amore. Non può essere diversamente.

 Ma fa male, male da morire.