Perchè scrivere?

12.05.2017

"Cogito ergo sum"

Mi sono sempre chiesto il motivo per cui le persone scrivano.

Sono uno storico e non vorrei risultare freddo o troppo logico e calcolatore affermando semplicemente che il mettere "nero su bianco" è qualcosa che dall'alba dei tempi ha segnato il miglioramento delle condizioni di comunicazione da parte di nostri lontani antenati e predecessori dettato da un sintomo di necessità voluto dallo sviluppo delle attività umane. Sarebbe qualcosa che tranquillamente tutti potremmo leggere in qualsiasi mediocre testo scolastico.

Io mi sto riferendo a quel tipo di scrittura che non serve per contare il numero di derrate alimentare che entravano ed uscivano da un granaio dell'antico Egitto. Io mi riferisco a quel tipo di scrittura che è nata per fare sognare l'essere umano.

Diciamocelo chiaramente e senza troppi fronzoli: tutti noi abbiamo bisogno di sognare perché siamo consci che questa vita pur essendo sensazionale e piena di sorprese, è decisamente mediocre. Vorremmo fare e non riusciamo a fare. Vorremmo essere e non riusciamo ad essere. Vorremmo vivere e non riusciamo a vivere. Vorremmo sorridere e non riusciamo a sorridere. E così per moltissime altre cose. Spesso si ha la sensazione di essere soli in mezzo a tanta gente e credo sia qualcosa di angosciante perché disorientante. Spesso si ha la sensazione di essere tenuti in considerazione e in realtà è solo un "contentino" dettato dalla superbia e dall'egocentrismo di persone che poco saggiamente pensano di essere già "arrivate". Dove? Sarebbe bello sentire le loro risposte.

Spesso si ha la sensazione di essere amati e in realtà non è così. Ed è probabilmente questo che ci fa più male.

Ecco perché la scrittura è importante. Proprio per questi motivi. Proprio perché ci fa sentire parte di qualcosa che vorremmo. Ci fa sognare. Ci fa riflettere. Ci fa piangere. Ci fa ridere. Ci fa arrabbiare. Ci fa sentire pieni di vita facendoci dimenticare tutto ciò che tremendamente ci lega alla realtà.

A chi non piacerebbe essere il protagonista del suo romanzo preferito oppure vestire i panni di un Dorian Gray del terzo millennio oppure ancora quelli del leggendario esploratore Ulisse che ha solcato mari sconosciuti? Non siamo ipocriti. Chi ha il coraggio di dire che non è vero, sta mentendo. Sta semplicemente mentendo.

Perché lo fa?

Semplicemente perché è illuso che la realtà che lo circondi sia tutto. Non è vero. Non è assolutamente vero. Se la nostra mente riesce a dettare alla mano parole che formulano frasi, poi periodi, poi concetti, poi capitoli, poi romanzi interi significa che in qualche meandro del nostro cuore tutto questo può esistere.

Sì. Può esistere. Ed è per questo che scriviamo. Per sognare di essere ciò che questa vita non ci fa essere.

Carissimi, aspettate un attimo... detto così potrebbe suonare come un motivetto molto malinconico e tendente ad un pessimismo cosmico di stampo leopardiano ma in realtà non è assolutamente mia intenzione. Tutt'altro. La realtà di tutti i giorni va affrontata, va capita, va analizzata e va vissuta. A volte senza doversi arrovellare troppo su qualsiasi cosa altrimenti si perderebbe il sapore positivo e negativo della vita. Si perderebbe quel fascino del non sapere. Di provare. Di tentare. Di sbagliare. Di essere felici per quel momento. E perderemmo l'essenza di noi stessi. Quell'essenza che ci porta a pensare in grande. Quell'essenza che è tradotta in ogni lingua che l'essere umano è riuscito ad elaborare. Quell'essenza che ci permette ogni giorno di guardare un po' più in là. Quell'essenza che si chiama scrittura.

Per questo non ci dobbiamo mai fermare. Nemmeno quando le bombe sembrano essere più forti delle parole.

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