Qual è il senso di tornare a scuola a settembre?

15.09.2018

"Come in cielo, così in terra!"

La scuola è appena ricominciata e direi che su questo ce ne siamo tutti accorti a partire dai genitori, passando per noi docenti e finendo, ovviamente, con gli stessi ragazzi. Però, in questo clima sociale di continui cambiamenti e perché no, anche disagi e sconvolgimenti, quest'anno, più di ogni altro mi è continuata a ronzare per la testa una domanda:

«A cosa serve davvero la scuola in un'Italia e in un mondo come questo?».

Senz'altro, qualcuno avrà la risposta pronta e con un tono di voce impregnato di arroganza, saccenteria e incompetenza direbbe:

«Per studiare!».

Credo non ci sia risposta più scontata e si sa che le risposte troppo scontate sono sempre sbagliate e fuorvianti.

Ormai è un po' di anni che insegno e ogni volta mi ritrovo di fronte situazioni differenti che partono tutte da un sostrato in comune. 

Quale? Vi starete chiedendo. 

La confusione. 

Sì, il caos che c'è attorno al mondo dell'istruzione è veramente grande e non sto parlando delle solite questioni burocratiche legate ai vari concorsi indetti dallo Stato e al contrario, le spremiture ai danni dei professori ad opera delle scuole private al fine di ottenere il massimo attraverso il minimo riconoscimento. No! Queste contestazioni lasciamole a coloro che polemizzano di professione su temi così caldi da essere ormai cotti, stracotti e perfino completamente bruciati. In questa sede, al contrario, cerchiamo di focalizzarci su quello che conta davvero e cioè i ragazzi, i nostri studenti o come si chiamavano una volta: gli alunni.

A volte è perfino bello ritrovarsi in mezzo al caos. 

Quando? 

In discoteca o quando ascoltiamo il nostro cantante preferito ad un concerto ma anche in quei casi, ad un certo punto, abbiamo bisogno di allontanarci un attimo, di respirare una cosiddetta boccata d'aria fresca e di far calmare l'adrenalina che ci scorre a mille all'interno del corpo. Detto ciò, come possiamo pensare che un ragazzo possa essere sereno e tranquillo sapendo che ogni santo giorno deve entrare in una bolgia attraverso una porta con la scritta "lasciate ogni speranza a voi ch'entrate"?.

Credetemi! Questo è ciò che pensano i ragazzi e un professore con una certa sensibilità e che ha scelto questo lavoro non con l'illusione di dover sgobbare di meno, lo vede solo incrociando lo sguardo dei suoi studenti e questo fa male. Come dar loro torto?

Nessuno pretende che la scuola sia come un parco giochi stile Gardaland o Disenyland... perché deve essere ancora più attraente! È necessario creare una scuola in cui i contenuti e le competenze non vengano meno (guai andare nella direzione sbagliata!) ma che siano coadiuvate da un ambiente sano in cui professori e ragazzi possano esprimersi nel migliore dei modi per far comprendere ai primi quali tasti andare a toccare attraverso le lezioni e per far imparare ai secondi che non sono soli ad affrontare il mondo intero.

Non sono soli ad affrontare il mondo intero.

Sì! Voglio proprio riscrivere questo pensiero perché in queste poche parole è espresso tutto il caos e tutta la confusione di cui sopra. Queste nuove generazioni passano da un inferno all'altro.

  1. A casa i ragazzi non sono capiti. 
  2. A casa i ragazzi non sono accettati per quello che vorrebbero essere. 
  3. A casa ci sono troppe aspettative per questi giovani e giovanissimi che hanno bisogno di essere presi per mano per raggiungerle. 

Finiamola di dire io ho fatto la guerra, io sono cresciuto per strada o mi sono fatto da solo oppure ancora bisogna che si faccia le ossa e tante frasi di questo genere. Lasciamole ai vecchi pedanti o a coloro che pensano ancora di vivere nell'età del si stava meglio quando si stava peggio. Perché ogni epoca ha le sue paure e le sue necessità e il mondo viaggia talmente velocemente da cambiare ogni anno. In meglio? In peggio? Non voglio esprimere un parere ora anche perché non servirebbe a molto. Tutti vediamo questo cambiamento e nessuno è più legittimato a chiudere gli occhi. E non dobbiamo nemmeno ragionare guardando il nostro piccolo orticello perché quando non riusciremo più a coltivarlo, ci saranno altri a farlo al nostro posto e per noi. E chi saranno questi altri? Saranno proprio quegli studenti che non sono stati capiti. Quei ragazzi che hanno ricevuto sberle al posto di abbracci e quei ragazzi che hanno ricevuto troppi abbracci anche quando avrebbero dovuto prendere una sberla. Perché è qui il problema. È qui che sta la confusione. Le nuove generazioni hanno troppi segnali diversi senza vedere un minimo di coerenza da parte dei più grandi, dei genitori stessi e degli adulti in generale. Allora per quale motivo dovrebbero vedere la scuola come un paradiso e non come un inferno?

Se me lo permettete, ve lo spiego brevemente.

Quel caos che impregna ogni istituto scolastico italiano è solo una cortina di nebbia che con un po' di vento verrebbe spazzata via in un batter d'occhio e quel vento siete voi.

Quel caos che invade la mente di molti professori stanchi di spiegare a ragazzi che li prendono solo in giro è come una macchina sporca che ha bisogno solo di una lavata e l'acqua siete voi.

Quel caos che trovate ogni giorno all'interno della vostra classe è lo stesso che trovate nel garage dimenticato di casa vostra. Ma quando arriva il motorino o la macchina a diciotto anni, cosa fate? Lo pulite. E per quale motivo? Perché dentro lì c'è qualcosa che vi interessa. C'è un pezzo di voi. E nella classe non c'è un pezzo del vostro cuore?

Quel caos che trovate ogni giorno sulla cattedra è lo specchio di quello che il vostro professore vorrebbe insegnarvi ma non sa cosa vi interessi e cosa no. Per questo ha sempre lì tremiladuecentocinquantasei cose diverse. Parlategli e non abbiate paura di esprimere il vostro pensiero.

Quel caos che c'è in portineria appena entrate a scuola è lo stesso che trovate in autostrada quando andate in vacanza. Pensate sia l'andata e non il ritorno dal vostro fantastico viaggio.

Quel caos che trovate nei pugni e nelle parole del bullo che avete in classe o magari vicino di banco è solo un pastone di rabbia, odio e delusione che non va spazzato via con silenzio e sottomissione ma attraverso uno sguardo deciso, una stretta di mano e un abbraccio. Sta solo aspettando quello. Proprio come te!

Quel caos che c'è nella testa di quella ragazza che ti considera uno sfigato è solo un muro che ha bisogno di essere abbattuto con un martello... no, a volte ha bisogno solo di essere dipinto ma i colori li dovete mettere voi. I colori siete voi!

Dunque a cosa serve la scuola?

Non l'avete ancora capito? Non ci credo...

La scuola serve per far spuntare un sorriso dopo il mugugno, per cacciare via la tristezza con una risata e per tirare fuori quell'eleganza che solo gli studenti riescono a mostrare quando comprendono che non devono essere le gambe a volare ma la mente e il cuore. Questo è il vero motivo per cui ogni anno si ritorna a scuola. E poi, cosa pensate che i professori siano dei robot? Siamo stati studenti e siamo esattamente come voi. Abbiamo fatto cavolate e ne faremo ancora, statene certi! Anche a noi piace ridere, scherzare e divertirci ma settembre arriva per tutti. È inesorabile come il destino di ciascuno di noi. Ed è altrettanto inesorabile che sia la stessa scuola, per tutti, a rendere bella una semplice e polverosa cattedra oppure quei banchi che danno l'impressione di essere più vecchi del mondo. È la scuola che ci permette di essere quello che siamo e non spaventatevi di essere al primo banco perché non è la posizione che fa di voi dei campioni ma solo quello che sentite dentro. E quello che sentite dentro vi farà volare fin sopra le nuvole e sarete quell'aereo supersonico che nonostante la velocità, non si perde un centimetro del paesaggio che andrà a sorvolare e di tutte le distanze che andrà a coprire. Siate veloci, siate attenti ma non dimenticate nessuno. E voltatevi ogni tanto, qualcuno potrebbe avere bisogno di voi...