Giovani: tra cambiamento e paura di volare

10.07.2017

"La luna non è così lontana. Il viaggio più lontano è quello dentro noi stessi"

Sì, viaggiare! ...recitava una vecchia canzone. Ma in questo caso, bisognerebbe togliere quel viaggiare e usare cambiare. Ma non è un po' la stessa cosa?

Il cambiamento è un viaggio e il viaggio è un cambiamento.

Perchè?

Viaggiando si sperimentano nuovi stili di vita, si conoscono persone fuori dal comune, si vede con occhi diversi, si osservano nuove prospettive e ci si guarda intorno un po' smarriti come se nascessimo nuovamente, ogni giorno. Il viaggio è scoperta, così come lo è il cambiamento. Il viaggio non è andare nel villaggio vacanze extra-lusso ma esplorare i meandri geografici del meraviglioso pianeta in cui viviamo cercando di assaporarne i colori, gli odori e i sapori. 

Sui banchi di scuola vedo continuamente, negli occhi di ciascun ragazzo, la voglia e il desiderio di aprire le proprie ali e di osservare tutto da un'altra prospettiva ma la paura, in quel momento, diventa insormontabile al pari di una barriera. Diventa quella famosa siepe di cui parla Leopardi nello Infinito. Si cerca di guardare oltre ma si ha il terrore di abbandonare tutte quelle cose che prima erano "normali". 

Ma se erano solo "normali", perché non si riesce a compiere questo salto?

La risposta non è facile da dare. All'uomo è sempre pesato guardare negli occhi il futuro (anche se desidererebbe tanto prevederlo!) e preferisce ancorarsi al passato perché lo conosce, perché gli è amico, perché gli vuole bene, anche se lo ha fatto soffrire. E così, quei banchi diventano spesso e volentieri una zavorra e non si riescono a trasformare in palloncini colorati pieni di elio per volare verso l'infinità del cielo.

Vedo continuamente e troppo spesso occhi carichi di lacrime che vorrebbero esplodere da un momento all'altro ma la società impone di non piangere in pubblico perché rende deboli e vulnerabili. Invece no! È complicato ma va fatto. E un buon docente è qui apposta. Per ascoltare, per capire, per sostenere e per incoraggiare.

Tutti gli adolescenti sognano di poter volare nel cielo sentendosi liberi e allora vi dico, salite su questo aereo che porta dritto verso le stelle, afferrate quella che più vi piace ma tornate indietro cosicché possiate raccontare agli altri quanto sia bello staccare i piedi da terra e sentire le nuvole cullare i nostri sentimenti. Dimostrate che è possibile e non dite:

«Non posso», 

«Non riesco», 

«Non ce la faccio»,   

perché non è vero. Piuttosto dite:

«Non voglio» 

che è ben diverso.

Una ragazza, una volta, mi disse che le sarebbe tanto piaciuto volare (ma nel vero senso della parola!) e fare la hostess sugli aerei. Mi disse che spesso li guardava decollare dalle vetrate degli aeroporti e il suo sguardo era fisso sulla fusoliera, sulle ali e sul motore che non faceva rumore ma produceva, per lei, un suono più simile a quello di una melodia. L'aereo si impenna. Decolla. Le ruote non toccano più terra e si libra nell'aria. Lei chiude gli occhi e sorride. Sorride sognando di vedere il sorriso di tutto i passeggeri a bordo. Sorride nel sapere di essere il punto di riferimento di tutte le persone che da poco hanno allacciato la cintura. Sorride nel vedere un bambino tranquillizzarsi solo guardando il suo volto. Sorride semplicemente perché è riuscita a volare attraverso la sua fantasia. Lei, sono sicuro, ce la farà a sentirsi libera perchè prima o poi, riuscirà a gettare via le sue paure e a guardare negli occhi il futuro.

Un futuro che a volte può essere difficile, oscuro, faticoso e soprattutto imprevedibile. Ma la voglia di volare è dentro ciascuno di voi. È dentro ciascuno di noi e potrà restare sopita per tanto, forse troppo tempo ma, prima o poi, irromperà e quelle ali che ognuno possiede, si apriranno come quelle di un angelo per permetterci di realizzare ogni nostro sogno.

Il cambiamento è qualcosa che nella vita c'è e ci sarà sempre. Non siamo statici. Non siamo oggetti che rimarranno posizionati lì, fino a quando non si romperanno. Abbiamo bisogno di sentirci vivi e di viaggiare in mari burrascosi per poter vedere il più bell'arcobaeno di sempre. Buttatevi a capofitto nella tempesta. Non cercate di aggirarla attraverso una strada lunga, tortuosa e tormentata. Buttatevi nell'occhio del ciclone e ne uscirete fuori da vincitori.