Gli insegnanti sono dei coglioni!?

07.10.2017

"Perché i coglioni hanno un cuore mentre i -geni-, no". 

Qualche giorno fa c'è stata la giornata dedicata agli insegnanti di tutto il mondo. Voi sapevate dell'esistenza di un giorno del genere?

No. Sicuramente no. E sono sincero, nemmeno io ero a conoscenza della sua esistenza se non fosse stato per un collega che fortuitamente ha scoperto la cosa.

Perché?

Semplicemente perché la maestra, il maestro, il professore e la professoressa sono persone scontate alle quali troppo spesso non si concede la meritata considerazione. E non mi sto fossilizzando su un giorno di festa che potrebbe diventare consumistico come altri ma, piuttosto, al fatto che nella vita contino sempre di più obiettivi fallaci e mendaci.

Ma come potremmo pensare diversamente? 

Lo Stato ha abbandonato da tempo la nostra categoria perché in Italia è meglio essere un nullafacente (come quasi tutti i nostri politici!) o un ladro (come quasi tutti i nostri politici!) o un analfabeta (come quasi tutti i nostri politici!) per scalare la vetta del successo. Sì, perché come potete pensare che venga insegnato un concetto diverso da questo alle nostre future generazione quando tutti i giorni si hanno davanti esempi negativi? Noi insegnati siamo un po' come il ben più celebre don Chisciotte e anche noi, come lui, dobbiamo combattere contro i mulini a vento. Siamo soldati destinati al macello ed è proprio per questo che invito tutti i carissimi colleghi a non accettare passivamente questa situazione degradante ed umiliante.

Forse non tutti sanno che un insegnante ha basato la sua vita sulla cultura, sullo studio e sull'educazione (e sì, sono parole che fanno ridere ma sono così vere...), possiede almeno una laurea magistrale o specialistica e nel suo campo rappresenta l'eccellenza. E invece no. In Italia l'insegnante sta prendendo più le sembianze di un badante che deve accontentare tutto e tutti. La scuola è diventata un grosso, grossissimo bar in cui ciascuno ordina un caffè, un cappuccino, un cornetto o un bombolone e noi siamo i camerieri. E attenzione bene perché qualcuno vuole il caffè corretto sambuca oppure un po' più caldo o ancora un po' più freddo. E per quanto ci si sforzi di far cambiare la gretta e ottusa mentalità dell'Italiano-medio, tutti ritengono che un insegnante sia diventato tale solo perché non aveva voglia di lavorare.

Ma scherziamo?

Un insegnante è colui che formerà i vostri figli e almeno ancora i figli dei vostri figli. Come si può pensare una cosa del genere?

Certo. Come in ogni situazione e in ogni ambiente ci sono persone valide e meno valide e proprio per questo bisogna ed è necessario intervenire al riguardo. Coloro che infangano il buon nome della professione devono abbandonare questo lavoro o essere allontanati. E mi sto riferendo non solo alle scuole statali ma anche a quelle private (in cui, tra l'altro, lavoro).

Ritornando alla domanda precedente... vorrei solo dire che se la società non crede in noi, com'è possibile che i ragazzi possano credere in loro stessi? "Ai posteri l'ardua sentenza" come disse una persona per più importante, capace e famosa di me.

Vi faccio un esempio: immaginate di trovarvi in un supermercato. Siete insieme ad altre cento persone. Per un qualsiasi motivo, una di queste ruba un prodotto e la fa franca. Non per questo vi sentite legittimati a compiere anche voi la stessa, medesima ed identica azione, dico bene?

Mi rispondo da solo. In linea teorica, sì.

Perché la mia risposta è così incerta?

Semplicemente perché in Italia si cerca sempre il modo di "fregare il prossimo" e di fare il minimo sforzo non per raggiungere un buon obiettivo ma per raggiungere un obiettivo che permetta di sopravvivere senza infamia e senza lode. Siamo il Paese dell'ozio (beninteso non l'otium dei classici ma il classico ozio!) in cui nessuno prende decisioni, nessuno vuole esporsi, nessuno vuole grane, nessuno vuole impicci ma tutti vogliono e pretendono pure!

Com'è possibile?

Si sa, l'Italia è il Paese dei controsensi e dei labirinti. E il bello è che tutti sono d'accordo su questo ma non si è mai mosso un dito per cambiare nulla perché ciascuno ha paura di perdere quella briciola che possiede. E qui sta proprio la pochezza di un popolo che secoli e secoli or sono è stato grande. L'Italia è sempre stata la culla della cultura e ora siamo la culla... di cosa? Aspettate un attimo perché non mi viene in mente nulla...

Forse ho trovato! Aspettate un attimo...

No. Non mi viene in mente proprio nulla.

Gli insegnanti che devono essere un po' padri, un po' psicologi, un po' fratelli, un po' confidenti, un po' amici, un po' psichiatri etc. etc. ... sono solo dei coglioni!

Sì. Avete letto bene.

Nessuno accetterebbe di fare un lavoro in cui al suo interno se ne assommino altri tre o quattro minimo. Questa società economica ci insegna che bisogna assolutamente trovare il massimo profitto, spendendo il meno possibile.

Allora perché un insegnante non ha orari (sì, perché non credete alla diceria che un insegnante lavori solo durante le ore scolastiche), è sempre disponibile, ha come priorità i suoi studenti rispetto a se stesso (come? Davvero è possibile pensare agli altri e non a se stessi?!) e cerca di dare una mano a tutti?

Perché è un coglione.

Nella società moderna chi aiuta gli altri è un coglione. Così ci viene propinato dalle "alte sfere", tutti i giorni. Si contano sulle dita i grandi manager milionari che si preoccupano dei propri dipendenti. Un dipendente è valido quando porta profitto altrimenti è un ramo secco da tagliare. E invece se i vostri figli non portassero nessun profitto? (come spesso, ragionando in termini economici, accade?) Dovremmo ragionare allo stesso modo per non essere dei coglioni? Sarebbe giusto, soprattutto nei confronti della maggior parte dei genitori moderni ma il bello del nostro lavoro è proprio essere coglioni. Sì, perché un professore non ragiona come tutti gli altri. Un professore va controcorrente. Avete presente i salmoni? Fanno più fatica ma hanno maggiore soddisfazione a raggiungere la propria meta e sono più tenaci e caparbi.

Perché certe volte, ma dico solo certe volte, il coglione è più intelligente del genio. E sempre certe volte, va ascoltato perché in un mondo di geni, forse il pazzo e il folle non sono poi così pazzi e così folli come si ritiene.

Però (e mi rivolgo a voi genitori), a casa non dovete demolire quello che si fa a scuola altrimenti sarebbe come costruire un castello di sabbia e soffiarci sopra un vento battente che prima o poi, finisce per rovinare tutto. I ragazzi d'oggi sono fragili, insicuri, intrappolati, spaesati e confusi; gli insegnanti sono coglioni mentre voi genitori che siete così sicuri e certi di ciò che fate, aiutate noi insegnanti e i vostri figli ad essere così sicuri e così capaci.

Non è un rimprovero. Lungi da me! Sono l'ultimo che deve rimproverare anche perché sono giovane, non ho figli e ho molto da imparare ma è solo un consiglio. Un consiglio basato su ciò che vedo e ciò che osservo ogni santo giorno.

D'altra parte, avete anche ragione e non posso biasimarvi per questo. La vita è una piramide. Me lo hanno insegnato dalle elementari e su ogni testo non vedremo mai una società orizzontale ma (ahimè) sempre verticale dunque possiamo ricavane che gli esseri umani è come se fossero una lunga catena. Una lunghissima catena.

Perché?

Abbiamo lo Stato che non rispetta il lavoro degli insegnanti. Abbiamo i politici che non pensano ad altro che a mangiare. Abbiamo la società che non pensa ad altro che ai soldi. Abbiamo i genitori che sono occupati in mille faccende (e purtroppo, troppo spesso, desiderano solo la promozione dei figli a discapito di qualsiasi valore) e poi abbiamo gli insegnanti che devono essere lavoratori e istruttori di un mondo che non esiste. Un mondo che non vogliamo più esista perché troppo semplice! Aiutare un giovane in difficoltà sarebbe normale. Aiutare una persona anziana ad attraversare la strada sarebbe normale. Aiutare un bambino a portare la sua mastodontica cartella il primo giorno di prima elementare sarebbe normale. Aiutare un ragazzo caduto dal motorino sarebbe normale. Aiutare un genitore in difficoltà nell'educazione del proprio figlio, sarebbe normale. Aiutare un professore a fare il suo lavoro, sarebbe normale. E sì, saremmo tutti un po' più coglioni ma preferisco di gran lunga un mondo di coglioni piuttosto che un mondo di "geni". Perché i coglioni hanno un cuore mentre i "geni", no. E in questo mondo così complicato, abbiamo tutti più bisogno di una mano tesa piuttosto che di un portafoglio gonfio. Perché una mano tesa ha un valore inestimabile mentre una banconota da 500 euro vale solo pochi centesimi.

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