Giovani: tra vacanze estive e zero sbatta di ricominciare

11.09.2017

"... Perché la vacanze non sono finite ma, credetemi, le più coinvolgenti, le più sincere, le più vere e le più formative sono appena iniziate!"

«L'estate sta finendo e un anno se ne va,
sto diventando grande lo sai che non mi va...»

Così cantavano i Righeira, un gruppo musicale che tanto andava di moda negli anni '80. So cosa vi starete chiedendo ma vi rispondo subito di no. Non sono così vecchio. Io non ho vissuto i magici momenti di quei tempi e un po' lo rimpiango, sono sincero.

In ogni caso, non vorrei riflettere su questa canzone (come sicuramente avrete già intuito!) ma mi piacerebbe scambiare quattro chiacchiere con voi riguardo ciò che inizia una volta terminate le tanto agognate vacanze estive.

Di cosa sto parlando?

Dai, su, avete capito benissimo anche se la maggior parte di voi vorrebbe riavvolgere il tempo...

La scuola!

E sì, cari ragazzi e ragazze, la scuola domani o al massimo nei prossimi giorni, ricomincia. Come vi sentite? Avete trascorso bene queste vacanze estive? Siete rimasti a casa? Siete andati al mare? In montagna? Al Lago? In Campagna? In città? Io, come ben sapete, mi sono goduto la mia luna di miele fantastica tra Sudafrica, Zimbabwe e Mauritius. Non fatemici pensare perché vorrei essere abbandonato in quei posti per non tornare più indietro. Già mi viene il magone... e a voi? Secondo me, sì.

Le vacanze estive arrivano sempre troppo tardi e finiscono sempre troppo presto.

Come mai?

Semplicemente perché le desiderate con tutta la vostra forza. E quando si desidera una qualsiasi cosa con tutte le proprie forze, è perché la si vuole vivere fino in fondo, si vuole godere ogni singolo istante e ogni singolo momento. Dico bene? Questo crea un meccanismo strano (che non ho ancora ben capito ma, credetemi, funziona così!) attraverso cui il tempo sembra scorrere a velocità raddoppiata o triplicata dandoci l'impressione che ogni azione passi più velocemente del solito. E alla fin fine è proprio vero. Un'ora di lezione a scuola sembra durare una giornata intera di vacanza mentre una giornata intera di vacanze dà l'impressione di durare quanto un intervallo! Pensate a quando siete innamorati. Il tempo che trascorrete con la vostra dolce metà sembra sempre troppo poco, non è vero? E quando ognuno ritorna a casa propria, pensa già al giorno successivo, quando potrà perdersi nuovamente nella dolcezza dei suoi occhi. Che bello! Ed è proprio così. E forse è proprio questa la specialità delle vacanze estive. La specialità sta proprio nel fatto che nessuno vuole la loro fine ma inesorabilmente si giunge sempre al dessert e poi alla fine del banchetto.

«Per quale motivo?». Direte voi.

Una qualsiasi cosa diventa eccezionale ed indimenticabile perché non vissuta quotidianamente. Perché non vissuta come una routine. Perché non vissuta come un obbligo. E allora sì che il tempo diventa prezioso e non viene visto solo come quella clessidra celeste da cui tutti dipendiamo. E allora ogni amore estivo, ogni bacio, ogni abbraccio o semplicemente ogni risata, ogni presa in giro, ogni scherzo, ogni litigata, ogni tuffo, ogni bagno, ogni camminata, ogni gita e ogni-sempre diventano ricordi impressi indelebilmente nel nostro cuore e nella nostra mente. Ricordi che ci permetteranno di vivere meglio l'anno scolastico perché sicuri che potremo riviverli l'estate successiva. Bello, vero? Secondo me è qualcosa di magico. È poesia.

In queste vacanze c'è solo poesia?

No di certo. Durante questi tre mesi, l'adolescente cresce. Diventa meno adolescente e più uomo. Diventa meno bambino e più uomo.

In così poco tempo?

Sì. In così poco tempo.

Come mai?

Semplicemente perché in quelle benedette (o maledette?!) vacanze avete voglia di vivere. Perché, siate sinceri, a scuola si va a basso consumo, a risparmio energetico. Un po' come un'Audi in modalità efficiency. In quei tre mesi, invece, siete in modalità Dynamic, Sport, Race e chi più ne ha, più ne metta. Vi godete ogni singolo istante. Cercate di risultare sempre affabili, gentili, disponibili, volenterosi. Ed è bellissimo. Perché voi, alla fin fine, lo siete davvero.

Questo siete voi!

Invece, quando varcate quella famigerata soglia verso metà settembre, vi trasformate e pensate sia iniziato lo sbarco a Omaha Beach.

No! Vi state tremendamente sbagliando.

La scuola è un proseguimento di queste vacanze estive e non la loro interruzione. La scuola (dovrebbe!) insegnare a vivere proprio come quei tre mesi. E forse anche di più. Anche a scuola vi innamorate, vero? Anche a scuola litigate, vero? Anche a scuola gioite, vero? Anche a scuola scherzate, vero? Anche a scuola giocate, vero? Anche a scuola ridete, vero?...

E allora, cosa cambia?

Tranquilli, tranquilli. La so già la vostra risposta. A scuola ci sono i libri e ci sono i professori che rompono e che ci giudicano.

Posso condividere. Mi chiedo, però, per quale motivo dobbiate sempre vedere il rovescio della medaglia e non la parte più positiva?

Allora vi rispondo io.

I libri non sono poi così brutti. Esteticamente le case editrici si impegnano per renderli sempre più colorati e più smart (se non mi credete, andate a vedere un manuale scolastico di grammatica dei vostri genitori o peggio, dei vostri nonni...!), non è vero? E questi testi (parlo soprattutto per le materie che insegno) alla fin fine parlano di abbracci, di guerre, di sconfitte, di dolori, di risate e soprattutto di amore. E sì. Nella Commedia, Dante è finito all'Inferno per cercare di rivedere Beatrice e Renzo, ne I Promessi Sposi, ha dovuto fare i conti con la giustizia e superare mille peripezie per riuscire a sposare Lucia e potrei andare avanti quasi all'infinito... Dunque, cosa cambia dalla vita reale? Quello che succedeva ai giovani nel '300, nel '400, nel '700 e nel '900 non è poi così diverso da ciò che succede a voi o mi sbaglio?

E i professori... questo forse è l'argomento più scottante. È vero. Anche io pensavo che coloro che stavano dietro quella maledetta cattedra, fossero lì appositamente per giudicarmi e per mettermi i bastoni tra le ruote. Ora che sono passato al di là della barricata, ho capito che un buon docente non è lì per giudicare ma solo per far crescere chi si trova di fronte ed è inevitabile che lo faccia anche attraverso i voti e lo studio. Vi prego di non fare come me che ho capito troppo tardi questa cosa. Siate più svegli e fidatevi delle mie parole. Fidatevi perché è davvero così e non c'è miglior cosa che mettersi su un sentiero di condivisione piuttosto che su uno irto di barriere e di trappole. Il professore non è un nemico ma è un amico, un padre, un fratello, uno psicologo, un confidente e soprattutto una persona su cui dovreste sempre poter contare. Poi, un professore è anche professore perché l'insegnamento non è solo un voto e non è solo un libro.

Spero che dopo aver letto questo articolo, possiate varcare il portone della vostra scuola con un po' più di entusiasmo e serenità perché la vacanze non sono finite ma, credetemi, le più coinvolgenti, le più sincere, le più vere e le più formative sono appena iniziate!

Vi voglio bene.